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Orotelli
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top
mwiaOrotelli (mwiqOroteddi in mwigsardocite-ref-5[5]) è un mwjwcomune italiano di mwka1 824 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3] della mwlqprovincia di Nuoro, a circa mwlg18 km dal mwlwcapoluogo di provincia, nella storica subregione della mwmaBarbagia. Confina con i comuni di Bono, Benetutti, Bottidda, Illorai, nella città metropolitana di Sassari, e Oniferi e Orani, nella stessa provincia di Nuoro. Dal 2012 Orotelli è entrato a far parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musica
• Ferrovie
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il centro sorge su un altopiano caratterizzato da mwnqrocce granitiche di modeste dimensioni, in particolare mwngtonaliti presenti soprattutto nella Serra d'Orotelli, a nord del centro abitato, con una graduale transizione a mwnwgranodioriti monzogranitiche inequigranulari spostandosi verso sud. L'orografia segue una mwoasinclinale che degrada in direzione nord-est/sud-ovest verso la piana di mwoqOttana. A causa di questa particolare conformazione, l'abitato è diviso in due nuclei separati da tale sinclinale: quello più antico, col centro storico che si sviluppa attorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista, e un rione nuovo, denominato "Mussinzua", iniziatosi a formare dagli anni trenta e tuttora in via di sviluppo verso nord in direzione della mwogSS 129 per mwowNuoro.
Origini del nome
L'origine del toponimo si fa risalire a un probabile latifondista romano di nome "Ortellius". La più antica documentazione che lo attesta si trova nel mwpgCondaghe di Santa Maria di Bonarcado (CSMB 177). Il toponimo è presente anche nel Codex Diplomaticus Sardiniae, I 213/1, 215/2, risalente al 1139, in cui viene citato un "vescovo di Ortilli" di nome Ugone, che dona la chiesa di mwpwSan Pietro in Ollin (l'odierna chiesa campestre San Pietro di Oddini) al Monastero di San Salvatore di Camaldoli. Orotelli è stato sede temporanea del vescovo di Ottana nel mwqaXII secolo, come dimostrato dal fatto che il villaggio non viene mai citato nelle mwqqRationes Decimarum Italiae, Sardinia del mwqgsecolo XIV.
Storia
Il centro risale al mwrqperiodo nuragico, di cui vi sono varie testimonianze archeologiche, tra cui il piccolo mwrgnuraghe di Càlone (mwrwNurache Càlone in sardo), sulla sommità della collina che domina l'ingresso al centro. Un altro nuraghe, con torre centrale e bastione trilobato e di dimensioni maggiori, riportato alla luce recentemente, è situato all'interno del parco naturale mwsaSa Serra.
Nel mwtgMedioevo fece parte della mwtwcuratoria di Dore appartenente al mwuaGiudicato di Torres, passò quindi al mwuqGiudicato di Arborea, e successivamente agli mwugAragonesi e nel mwuw1617 fu incorporato nel Marchesato di mwvaOrani, passato ai De Silva ne seguì le vicissitudini fino al mwvq1839, quando venne riscattato agli ultimi feudatari.
È possibile riconoscere diversi villaggi che furono abitati nel Medioevo per la presenza di numerose chiese campestri, quella di "San Pietro di Oddini", dall'omonimo villaggio Oddini, e la chiesa di "Nostra Signora di Sinne". Tra gli altri villaggi di cui ormai rimane la sola testimonianza nei toponimi, si ricordano: "Arae", "Forolo", "Idili", "Miale", "Santu Chiricu".
La tradizione orale tramanda un'antica leggenda secondo cui un pastore di un paese vicino avrebbe perduto il suo bestiame, e dopo una lunga ricerca l'abbia ritrovato ad abbeverarsi ad una fontana, denominata "Iscathai" (ora un rione di Orotelli). Il pastore, dinnanzi a quella fonte d'acqua, si trovò meravigliato a tal punto da trasferirsi con la sua famiglia proprio nei pressi di questa, dando origine al primo nucleo abitativo.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Orotelli sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 7 giugno 2011.cite-ref-6[6]
«Stemma
inquartato
: il primo e il quarto, di rosso, al covone di grano, d'oro, legato di azzurro; il secondo e il terzo, di azzurro, al
bue
d'oro, allumato di rosso, fermo sulla
pianura
di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwaaChiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: edificata intorno al mwaq1116, è stata cattedra vescovile temporanea del vescovo di Othana (odierno mwagOttana) tra il 1116 e il mwaw1139. Si trova in uno dei punti più alti del centro e domina tutta la vallata digradante verso sud. L'impianto mwbaromanico originario, con pianta a mwbqcroce commissa (croce a T) aveva in origine una sola mwbgnavata, mwbwabsidata, con conci di mwcatrachite a vista e copertura in legno a mwcqcapriate, mentre i bracci del mwcgtransetto hanno copertura con mwcwvolte a crociera, intonacate. La facciata, sempre in conci di trachite a vista, è divisa da due mwdacornici orizzontali in tre specchi. Nel più basso si apre il mwdqportale con mwdgarchitrave e mwdwlunetta. Lo specchio centrale è caratterizzato da un mweaoculo centrale e dalla seconda cornice decorata da una serie di archetti che poggiano su mweqpeducci mwegmodanati. Gli spioventi sono anch'essi decorati da una serie di archetti su peducci che continuano lungo i lati della chiesa e decorano anche il prospetto absidale. L'mwewabside presenta una mwfamonofora centrale con mwfqcroce greca scolpita. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata. Di grande interesse il mwfgcampanile a vela trecentesco, che presenta una decorazione a mwfwbassorilievi di figure e simboli misteriosi. Negli anni sessanta è stato eliminato il vecchio mwgaaltare ligneo seicentesco e sono state aggiunte due navate laterali per aumentare la capienza dell'aula centrale. All'esterno, sul lato nord della chiesa si trova il portale con arco a tutto sesto, recentemente restaurato, che dava accesso al monastero dei benedettini e delimitava anche l'antico cimitero.
• Chiesa di San Lussorio: a qualche decina di metri dalla parrocchiale è possibile ammirare questa costruzione in conci di granito a vista con facciata quadrata con annesso il campanile sempre in granito a vista. La chiesa risale al 1700.
• La mwgwchiesa rurale del "Santissimo Salvatore" (XVI secolo), ora inglobata all'interno del cimitero, con mwhapresbiterio ampio e diviso dall'aula centrale tramite un arco a sesto acuto.
• Chiesa Parrocchiale dello Spirito Santo
• Chiesa di San Michele (campestre)
• Chiesa Sa Itria
• Chiesa di Sant'Antonio Abate
• Chiesa del Santissimo Salvatore
• Chiesa della Madonna di Sinne (campestre)
• Chiesa della Madonna di Liscoi
• Sos Banzons in Oddini
Siti archeologici
Il territorio è disseminato da testimonianze archeologiche che risalgono al prenuragico, con il mwlqdolmen in località mwlgSinne, al periodo nuragico appartengono i nuraghi "Aeddos",uno dei nuraghi più belli e conservativi della provincia, e poi "Athentu", "Calone", "Corcove", "Passarinu", "Sarcanai". Le tombe dei giganti di "Forolo" e di "Sa turre 'e su campanile"
Società
Evoluzione demografica
Lingue e dialetti
Tradizioni e folclore
Insieme a mwqaMamoiada e mwqqOttana, formano, con le tradizionali maschere carnevalesche, tutte e tre diverse tra loro, il Carnevale Barbaricino con inizio il 16 gennaio, con l'accensione del fuoco di Sant'Antonio fino al martedì grasso. Le maschere tipiche di Orotelli sono i mwqgmwqwthurpos, ovvero i ciechi.
Cultura
Istruzione
Biblioteche
Musica
Praticato nel comune anche il mwtwcanto a tenore, e differisce rispetto a quello delle altre formazioni del canto a tenore sardo. Il suo repertorio prevede: Sa Seria, Su Traccheddu, Su Passu Torradu, Ammadiridoe (ballu tundu), Attitu a zorzi, Dillu, Muttos.
Infrastrutture e trasporti
Ferrovie
A nord-est dell'abitato è situata la mwvqfermata di Orotelli, posta lungo la mwvgferrovia Macomer-Nuoro e collegata ai due capolinea e ad altri centri intermedi dai treni dell'mwvwARST.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 17 novembre 1996 | 13 maggio 2001 | Piero Mario Marteddu | liste civiche di centro-sinistra | sindaco | [ 9 ] |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Salvatore Francesco Durante Zoroddu | sinistra | sindaco | [ 10 ] |
| 28 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Giovannino Marteddu | lista civica | sindaco | [ 11 ] |
| 15 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Giovannino Marteddu | lista civica "Orotelli Futura" | sindaco | [ 12 ] |
| 5 giugno 2016 | 11 ottobre 2021 | Giovannino Marteddu | lista civica "Continuità e Progresso" | sindaco | [ 13 ] |
| 11 ottobre 2021 | in carica | Tonino Bosu | lista civica "Insieme andiamo oltre" | Sindaco | [ 14 ] |
Note
cite-note-11. mw5amw5qISTAT, mw5gmw5w14° censimento generale della popolazione e delle abitazioni, su mw6adawinci.istat.it. mw6qURL consultato il 17 febbraio 2016 mw6g(archiviato dall'mw6wurl originale il 30 ottobre 2013).
cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-22. mw7wmw8aISTAT, mw8qmw8gDati comunali e provinciali (mw8wmw9aXLS), su mw9qistat.it, 19 febbraio 2013. mw9gURL consultato il 28 maggio 2014.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-33. mw-amw-qmw-gBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw-wdemo.istat.it, mwaqaISTAT.
cite-note-divamm-sismica-43. mwaqqmwaqumwaqyClassificazione sismica (mwaqcmwaqgXLS), su mwaqkrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-66. ↑ mwarcmwargmwarkOrotelli (Nuoro) D.P.R. 07.06.2011 concessione di stemma e gonfalone, su mwaropresidenza.governo.it. mwarsURL consultato il 23 luglio 2022.
cite-note-77. ↑ Dati tratti da: mwar8mwasamwasemwasimwasmPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwasqmwasuPDF), su mwasyebiblio.istat.it, mwascISTAT. mwasgmwaskmwasomwassPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaswesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-88. ↑ mwatemwatimwatmOROTELLI CONCORSO NUNZIO COSSU, in mwatqArchivio - La Nuova Sardegna, 13 maggio 2006. mwatuURL consultato il 6 marzo 2018 mwaty(archiviato dall'mwatcurl originale il 7 marzo 2018).
cite-note-96-01-94. mwatsmwatwmwat0Comunali 17/11/1996, su mwat4elezionistorico.interno.gov.it, mwat8Ministero dell'interno. mwauaURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-01-06-105. mwauqmwauumwauyComunali 13/05/2001, su mwaucelezionistorico.interno.gov.it, mwaugMinistero dell'interno. mwaukURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-06-11-116. mwau0mwau4mwau8Comunali 28/05/2006, su mwavaelezionistorico.interno.gov.it, mwaveMinistero dell'interno. mwaviURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-11-16-127. mwavymwavcmwavgComunali 15/05/2011, su mwavkelezionistorico.interno.gov.it, mwavoMinistero dell'interno. mwavsURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-16-138. mwav8mwawamwaweComunali 05/06/2016, su mwawielezionistorico.interno.gov.it, mwawmMinistero dell'interno. mwawqURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-21-149. mwawgmwawkmwawoComunali Sardegna 10/11 ottobre 2021, su mwawselezioni.interno.gov.it, mwawwMinistero dell'interno. mwaw0URL consultato il 17 ottobre 2021 mwaw4(archiviato dall'mwaw8url originale il 17 ottobre 2021).
Bibliografia
• mwaxmManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. URL consultato l'8 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2022).
• mwaxuFrancesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato l'8 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwax4La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.